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In Adamello al via il tour per salvare i ghiacciai

Parte la Carovana dei ghiacci di Legambiente e del Comitato glaciologico italiano per sensibilizzare sugli effetti dei cambiamenti climatici: nel 2050 sprariranno i siti nevosi sotto i 3.500 metri di altitudine

(21 Agosto 2021) - Codice rosso per i ghiacciai italiani minacciati sempre più dalla crisi climatica. Non a caso le previsioni sono fosche: entro la fine del secolo la maggior parte di essi, secondo studi scientifici, potrebbe scomparire ed entro il 2050 quelli al di sotto dei 3.500 metri saranno destinati molto probabilmente alla stessa sorte.

Le temperature medie degli ultimi 15 anni non ne permettono la sopravvivenza. È quanto denunciano Legambiente e il Comitato glaciologico italiano (Cgi) che sono pronti a partire con la seconda edizione di Carovana dei ghiacciai, la campagna itinerante, con partner Sammontana e partner sostenitore FRoSTA, che dal da lunedì al 13 settembre monitorerà lo stato di salute di 13 ghiacciai alpini e del glacionevato del Calderone, nel massiccio del Gran Sasso.

Si partirà con i ghiacciai dell'Adamello, in Lombardia e in Trentino, già oggetto di studio climatologico e ambientale nei mesi scorsi, grazie al progetto Ada270. In particolare, gli scienziati di Ada270 hanno compiuto nei 270 metri - di profondità - nella porzione di ghiacciaio chiamata Mandrone, sul massiccio dell'Adamello, una dettagliata raccolta dati, attraverso i quali si vorrebbe raccontare la storia ambientale ed umana delle alpi italiane ed in particolare della Lombardia. Lo studio ha visto l'adesione di 16 partner tra istituzioni, privati e 2 università.

Dopo l'Adamello, la Carovana dei ghiacci proseguirà in Alto Adige con i ghiacciai della Val Martello nel Parco dello Stelvio e quindi il ghiacciaio del Canin in Friuli Venezia Giulia. Si scenderà poi sull'Appennino, per osservare il glacionevato del Calderone, in Abruzzo, tra i più meridionali d'Europa per poi risalire nel nordovest alpino con i ghiacciai del massiccio del Gran Paradiso (Piemonte e Valle D'Aosta) e concludere la campagna il 13 settembre presso il Forte di Bard (AO).

La campagna è stata inserita nella piattaforma All4Climate - Italy che raccoglie tutti gli eventi dedicati alla lotta contro i cambiamenti climatici che si svolgeranno quest'anno in vista della COP26 di Glasgow. Nel corso di ogni tappa, Legambiente insieme al Comitato Glaciologico Italiano realizzerà dei monitoraggi scientifici ad alta quota per osservare le variazioni storiche dei ghiacciai e per monitorare le trasformazioni glaciali, seguendo il modello delle Campagne glaciologiche che il CGI realizza annualmente dal 1911.

Il monitoraggio in questione, oltre a permettere di documentare l'impatto della crisi climatica, consentirà anche valutarne gli effetti sul territorio. La deglaciazione, infatti, coinvolge il deflusso delle acque e il suo stoccaggio così come gli ecosistemi alpini nella loro globalità. Già adesso si osservano i primi effetti concreti su acqua potabile, raccolti, irrigazione, servizi igienico-sanitari, energia idroelettrica e stazioni sciistiche. Di tappa in tappa, nel corso della Carovana dei ghiacciai verranno organizzati anche incontri, mostre, escursioni per conoscere il territorio montano. Come lo scorso anno, sarà anche previsto uno speciale momento di raduno, il «saluto al ghiacciaio».



Fonte: Avvenire, Milano

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