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Un'esperienza umana con Manzoni (e non solo)

L'Itinerario Parchi letterari

(22 Luglio 2021) - Per tutta l'Italia se ne contano una trentina: ha quasi un anno di vita quello nel Verbanese.

«Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni».

Non c'è studente italiano che, al di là del personale sentimento d'amore o di "odio" per l'opera più famosa di Alessandro Manzoni, non riconosca immediatamente l'incipit dei Promessi Sposi. Con la citazione del fiume che ritorna nello struggente Addio ai monti di Lucia, ma che dà anche il titolo a una poesia che lo scrittore inviò nel 1803 a Vincenzo Monti per invitarlo a trascorrere su queste rive qualche giorno di vacanza. Ad Alessandro Manzoni nel Parco Adda Nord a Trezzo d'Adda, nel Milanese, è intitolato il Parco Letterario che raccoglie i luoghi dove si svolgono molti degli avvenimenti del suo romanzo: uno dei parchi così definiti, con marchi registrato, caratterizzati da combinazioni di elementi naturali e umani che illustrano l'evoluzione delle comunità locali attraverso la letteratura e che comunicano le sensazioni che hanno ispirato molti autori nelle loro opere, facendole rivivere a chi li visita.

Due anche in Norvegia, in Italia se ne contano una trentina, alcuni dei quali anche poco distanti dal nostro territorio: oltre a Trezzo d'Adda, Monza ha il Parco Valle Lambro con il Parco Letterario Regina Margherita, donna che fu amante della cultura e della musica, che con la reggia monzese ebbe un profondo legame e alla cui corte fece ritrovare scrittori, filosofi, uomini pubblici in una sorta di circolo intellettuale, mentre nell'ottobre dello scorso anno si è costituito il Parco Letterario Nino Chiovini nel Parco Nazionale Val Grande nel Verbanese. Primo in territorio piemontese, è dedicato al partigiano nativo di una frazione di Verbania, e che qui visse, scrittore che fu una figura importante nella ricerca storica, antropologica, geografica e socioeconomica della Val Grande. Nel Parco Letterario a lui dedicato, sostenuto dal Parco Nazionale Val Grande e dalla Casa della Resistenza di Verbania, si possono percorrere i sentieri che si legano a Nino Chiovini.

Sul sito ufficiale parchiletterari.com è anche riportata una frase di Stanislao Nievo, pronipote di Ippolito Nievo: a lui si deve l'impegno, iniziato nel 1992, che ha portato alla nascita dei Parchi Letterari. La sua esigenza iniziale fu quella di preservare le storie letterarie e il Castello di Colloredo di Montalbano, in Friuli, dove Ippolito Nievo scrisse la Confessioni di un italiano e che fu danneggiato dal terremoto del 1976. Quel progetto diventò una realtà molto radicata in tutto il Paese e oggi comprende molti luoghi che hanno ispirato scrittori e poeti.

Tornando alla frase di Stanislao Nievo riportata sul sito, dice che «I Parchi Letterari (assumono il ruolo di tutela letteraria di luoghi resi immortali da versi e descrizioni celebri che rischiano di essere cancellati e che si traducono nella scelta di itinerari, tracciati attraverso territori segnati dalla presenza fisica o interpretativa di scrittori. Un singolare percorso che fa rivivere al visitatore le suggestioni e le emozioni che lo scrittore ha vissuto e che vi ha impresso nelle sue opere». Un modo insomma principalmente emotivo per avvicinare al patrimonio letterario, valorizzando le emozioni, il potere evocativo dei luoghi e dei paesaggi che hanno ispirato opere, e la cui realtà crea un circolo virtuoso per cui la letteratura viene conosciuta e tutelata attraverso i luoghi, ma anche i luoghi vengono conosciuti e salvaguardati attraverso la letteratura. Portando le persone a vivere le pagine letterarie vivendo nei paesaggi che vi sono narrati. 



Fonte: La Prealpina - Oltre

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