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Prodigio naturale

(22 Luglio 2021) - Bizzarra: creare un nuovo parco sopra la terra profanata. Di più: un bosco. Sono anni in cui si parla ancora poco di forestazione urbana. A Milano però sono già nati il Boscoincittà e il Parco Nord, che rappresentano un salto di scala rispetto al tradizionale giardino pubblico grazie alla formazione di sistemi verdi semplici e di grandi dimensioni. E quanto ci si propone di fare anche a Seveso. Sotto la guida dell'agronomo Paolo Lassini, l'Azienda regionale delle foreste, oggi Ersaf-Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste, dà il via ai lavori in un clima esaltante. Sul nuovo terreno prelevato da altre parti della Brianza si mettono a dimora alberi sviluppati a pronto effetto: querce, aceri, carpini, pioppi neri e bianchi, biancospini, cornioli. Ne sono piantati circa 11.000. Nel 1986 quando vengono collaudate le prime opere, l'effetto visivo è limitato e l'ecosistema piuttosto povero. Tuttavia Seveso è un teatro di prospettive rigenerate. E grazie alla manutenzione ordinaria e straordinaria condotta negli anni seguenti che l'area conquista un alto tasso di naturalità. Il personale dell'Arf adotta pratiche innovative, come la manutenzione differenziata dei prati, e avvia un proficuo rapporto con la popolazione, avvalendosi anche di contadini, o artigiani locali. Una svolta importante è la creazione delle cosiddette aree sporche, dove le attività sono ridotte al minimo per favorire la protezione e l'insediamento degli animali. Alla fine degli anni Novanta il bosco ospita quasi 45.000 alberi e arbusti, un patrimonio forestale quadruplo rispetto a quello iniziale. Non si è arricchito soltanto di piante, ma anche di zone umide, un laghetto e strutture utili a soddisfare le esigenze dei visitatori. Per il ventennale dell'incidente l'area verde è aperta al pubblico. Nel frattempo si è provveduto anche a migliorare il raccordo con l'ambiente circostante, prestando attenzione alla sistemazione della scarpata lungo la vicina superstrada per contenere il rumore. Un fecondo rapporto di cooperazione con la Lipu-Lega italiana protezione uccelli ha permesso la realizzazione di una stazione per il recupero dei rapaci notturni. Si rileva la presenza stabile di volpi, faine, scoiattoli rossi, picchi verdi, upupe e tanti altri uccelli. Ancora più significativo è il riavvicinamento della gente del posto al Bosco delle querce, questo è il nome con cui è stato battezzato il prodigio. La stessa terra da cui donne, uomini e bambini sono stati strappati all'improvviso e sotto la quale sono sepolti i loro ricordi - case, mobili, vestiti - da tempo non sprigiona più veleni. Lì oggi si passeggia, si corre, ci si rilassa. Ce n'è per tutti i gusti: lo sportivo, la famiglia, l'appassionato di natura. Avere voglia di camminare, almeno un poco, aiuta a comprendere meglio l'anima del luogo, ma è sufficiente anche guardarsi intorno, senza fretta. Appena arrivati viene spontaneo abbandonarsi al silenzio e lasciarsi rapire dai verdi severi, delicati o intensi. Al tramonto ogni cosa è baciata da una luce dorata e ci godiamo la bella sensazione generata dall'esplosione di forme, colori e profumi. Accade la stessa cosa in tutte le parti del mondo, ma in questo angolo di Lombardia assume un significato particolare. Oggi Seveso presta il suo nome per indicare uno snodo nella civiltà industriale ed è diventata un simbolo universale: il suo Bosco delle querce è un fulgido segno della capacità umana di guardare avanti, crescere e correggersi. E le sue foglie sussurrano parole di speranza sull'albero della vita. Michele Mauri

IL VECCHIO PIOPPO SOPRAVVISSUTO ALLA DEVASTAZIONE Il Bosco delle querce di Seveso è un esempio universale della capacità dell'uomo di guardare avanti, crescere e correggersi. Questo infatti era stato il cuore del disastro del 16 luglio 1976, quando da uno stabilimento chimico della zona, l'Icmesa di Meda, si verificò una fuoriuscita di diossina, sostanza molto tossica e cancerogena. Oggi la gente passeggia e si rilassa lungo i vialetti. A fianco: il centro di accoglienza del Parco regionale istituito nel dicembre 2005; un cartello illustrativo in italiano e in inglese con sullo sfondo, tra il resto della vegetazione, le alte fronde dell'unico pioppo sopravvissuto a quella devastazione, oggi simbolo dell'area.

UN'OASI IDEALE ANCHE PER UCCELLI FAINE E SCOIATTOLI I circa 43 ettari del Parco regionale Bosco delle querce sono il luogo ideale per una passeggiata, una pedalata in mezzo al verde o un momento di relax. La sua trasformazione green dopo il guasto al reattore dell'lcmesa, ricordato tra i grandi disastri ambientali della Terra, ha avuto inizio nell'estate del 1984.1 lavori sono affidati all'allora Azienda regionale delle foreste, che oggi è diventata Ersaf, Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste. L 'apertura al pubblico è avvenuta in occasione del ventennale dell'incidente. Vi è anche una stazione per il recupero dei rapaci notturni della Lipu-Lega italiana protezione uccelli ed è stata rilevata la presenza stabile di tanti uccelli, tra cui upupe e picchi verdi, oltre che di scoiattoli, faine e volpi.

Foto: UN PARCO VERDE DI QUASI 43 ETTARI vasca di Meda ingresso via Vicinale dei boschi superstrada Milano-Meda ingresso via Ada Negri vasca di Seveso grande pioppo parcheggio centro visite torrente Certesa ingresso via Redipuglia i parcheggio metri dalla stazione ferroviaria di Seveso, sulla linea Fnm Milano-Asso, e a un chilometro circa dalla stazione Seveso-Baruccana. Nei pressi dell'ingresso di via Ada Negri si trova il centro visite (8) del Bosco delle querce. La struttura ospita l 'infoparco, l 'area uffici e una sala polivalente dedicata all'educazione ambientale. È possibile prenotare visite guidate per le scuole di ogni ordine e grado, per gruppi e associazioni. Il grande pioppo (5) simbolo del Parco regionale si trova nei pressi della vasca di Seveso (6). INFO | Comune di Seveso-Ufficio ecologia, tel. 0362 517214 - 0362 517208; info@boscodellequerce.it; www.boscodellequerce.it L'area naturale Bosco delle querce di Seveso e Meda (Monza Brianza) è un Parco regionale di cintura metropolitana istituito con la legge 21 del 28 dicembre 2005. Ha una superficie di 42,8 ettari. Il territorio del bosco dal 2001 è di proprietà della Regione Lombardia. Ente gestore è il Comune di Seveso. L 'ingresso principale è in via Ada Negri (1) a Seveso, con possibilità di parcheggio (2), mentre altri accessi sono, sempre a Seveso, in via Redipuglia (3) e in via Vicinale dei boschi (7). Il Bosco delle querce si trova a circa 22 chilometri a nord di Milano ed è raggiungibile percorrendo la superstrada Milano-Meda (4), uscita 12-Meda. In treno, dista 500



Fonte: Orobie

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