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Il Piermarini che gira intorno

Il primo violino Francesco Manara raccontai concerti diffusi di la scala in città: "Usciamo dal centro per avvicinarci a un nuovo pubblico"

(08 Luglio 2021) - La Scala en plein air, nel cortile di una villa-cascina quattrocentesca fra le meglio conservate dell'architettura architettonico lombarda e in un quartiere a nord della città, tra Niguarda e Bicocca. Una festa nella festa, l'appuntamento di martedì 13 luglio alle 19.30 a Villa Mirabello con gli Archi guidati al violino dalla storica "spalla" Francesco Manara, insieme al violoncellista Massimo Polidori. Per di più con un programma allettante che non si fa davvero mancare nulla: due amatissime Primavere di Vivaldi e Piazzolla, l' Aria sulla quarta corda di Bach e l' Andante cantabile di Ciaikovskij, ma pure le rustiche Danze popolari di Bartók e la Piccola Serenata Notturna di Mozart. Manara lei è in Scala dagli anni Novanta: pensava che le avrebbero chiesto di esibirsi in una villa periferica? «Sono occasioni che capitano sempre più spesso. Un anno fa abbiamo fatto concerti in vari luoghi tra gruppi e solisti della 'Filarmonica', e come prima uscita dopo il lockdown è stato toccante. Ma altre volte mi è capitato addirittura a 'I Suoni delle Dolomiti' di suonare in una stalla, visto che lo spiazzo previsto era diventato inagibile per un temporale improvviso. E' sempre molto bello, basta non avere la puzza sotto il naso». Qual è il senso di questa operazione? «Avvicinare un pubblico diverso e sdrammatizzare il rito del concerto. Perché un conto è suonare in piazza Duomo, un altro farlo anche nei luoghi più periferici. Spesso anche i giovani hanno, non dico paura, ma un certo timore reverenziale verso la musica classica: e il fatto di vederci suonare più vicini, non in frac, ma con un abbigliamento estivo può essere d'aiuto visto che poi, magari, verranno a trovarci in teatro in un'occasione molto più ufficiale». Le piacerebbe scovare altre location decentrate a Milano dove poter suonare? «Certo, io stesso non abito lontano da villa Mirabello e a parte i miei concerti abituali per l'hospice di Niguarda all'Epifania, ho avuto spesso la tentazione di organizzare qualcosa al Parco Nord. In un punto ho individuato persino un piccolo anfiteatro naturale. D'estate poi mi capita di andare in Colombia (mia moglie è nata laggiù) dove per il Progetto Abreu si fanno lezioni nelle strade o si suona con i giovani». Avete scelto anche un programma ad hoc . «Sì, soprattutto per questo dialogo fra le due 'primavere' di Vivaldi e Piazzolla, scritte a distanza di quasi tre secoli, che scatenano sempre un entusiasmo da stadio. In più sarà coinvolto il violoncellista Massimo Polidori, mio amico fraterno da quasi quarant'anni. Insomma, cosa chiedere di più?». 



Fonte: La Repubblica - Tutto Milano

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