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Ex lago Paiolo: una riserva di 13 ettari «Entro giugno la richiesta in Regione»

Il promotore è il Parco del Mincio che ha ricevuto l'ok unanime dell'assemblea della Comunità per portare avanti il progetto

(10 Giugno 2021) - Via libera all'unanimità della Comunità del Parco alla riserva naturale dell'ex lago Paiolo. È l'ok che i vertici aspettavano per dare inizio, con Comune di Mantova, Provincia e Regione, all'operazione che porterà una vasta area ad alta valenza ambientale alle porte della città ad essere tutelata e valorizzata. Il primo atto è stata l'offerta di 478mila euro al curatore del fallimento della Pitentino srl per acquistare, nell'asta che si terrà l'8 luglio, 96.224 metri quadrati di terreno tra via lago Paiolo, via Nenni e via Trincerone, la parte più pregiata con le sue zone umide della futura riserva.

Poi seguirà la predisposizione del progetto di un bosco attrezzato da mandare in Regione per partecipare al bando dei sistemi verdi e ricevere finanziamenti. La novità è che la riserva naturale andrà oltre l'area che verrà acquisita, ma si estenderà su 13 ettari che arriveranno fino al confine del Parco del Mincio, dietro al distributore di carburanti di strada lago Paiolo, per dare un'idea, fino alle ville dietro via Trincerone. «Il bosco - ha spiegato Maurizio Pellizzer, presidente del Parco del Mincio - si estenderà su 5 ettari e mezzo a cavallo del canale Paiolo, partendo dalla zona umida; verranno poi costruiti percorsi ciclabili e pedonali e un parcheggio. E anche bonificato il canale». L'idea è quella di ricavare alle porte della città un centro parco come sono quelli di Bosco Fontana e delle Bertone. I partner saranno il Comune capoluogo e la Provincia, ma a finanziare il tutto con un mutuo sarà il Parco. «La prospettiva di allargare il Parco del Mincio al quarto lago di Mantova - ha detto, soddisfatto, l'assessore all'urbanistica e ambiente Andrea Murari - ha avuto una spinta dal basso fortissima: tante, infatti, saranno le associazioni e le realtà accademiche che la supporteranno». Soddisfatto anche Paolo Galeotti, vice presidente della Provincia: «Stiamo dando un segnale importante - ha detto - perché quell'area è percepita come un bene provinciale e noi andiamo a tutelarla e a valorizzarla».

Ora partirà il lungo iter che porterà il consiglio regionale ad accogliere la proposta e ad istituire la riserva. «A breve - annuncia Pellizzer - convocheremo la conferenza programmatica con i quattro enti interessati, noi, il Comune, la Provincia e la Regione. Entro giugno avremo la proposta da inviare in Regione . Poi la parola passerà alla giunta e, entro 60 giorni dalla pubblicazione della proposta, al consiglio regionale». Quell'area è uno scrigno di biodiversità. Come ha illustrato il direttore del Parco, Cinzia De Simone, «nell'area ci sono specie di particolare interesse faunistico e vegetazionale». Ci sono le rane di Lataste e le testuggine europee, entrambe inserite nella direttiva comunitaria Habitat; ci sono poi gli aironi rossi e bianchi e le garzette, esemplari di uccelli da tutelare. Sul fronte della flora, da segnalare la presenza di salici bianchi, ontani neri e cariceti. Per il suo valore scientifico la riserva ha già ricevuto il sostegno delle università di Bologna, Parma, Milano e Modena oltre che di Wwf, Italia Nostra, gruppo naturalistico mantovano e società erpetologica italiana.



Fonte: Gazzetta di Mantova

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