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Un grande bosco per l' Isolabella , nascerĂ  sull' Adda il parco del futuro

GREEN Il progetto sarĂ  finanziato da Sorgenia

(01 Giugno 2021) - Circa 50mila metri quadrati in fregio al fiume diventeranno una foresta di frassini, aceri, olmi, carpini, biancospini, noccioli e sambuchi di Federico Gaudenzi Tutti conoscono il detto per cui un albero che cade, o che viene tagliato, fa molto più rumore di una foresta che cresce. Sembra calzare perfettamente per il progetto intrapreso dal Comune di Lodi con l'obiettivo di creare un vero e proprio bosco urbano sulle rive dell'Adda, nel parco dell'Isolabella. L'assessore Alberto Tarchini è chiaro: «Capisco le legittime polemiche ogni volta che in città bisogna tagliare un albero, anche se la scelta, sempre dolorosa, è motivata da un parere tecnico. Però il nostro impegno per il verde urbano non manca, e di questo vogliamo dare conto» spiega con orgoglio, aprendo le cartine sulla scrivania, per mostrare il progetto con cui intende valorizzare un pezzo importante della città, «un'area che dista pochi minuti a piedi dal centro storico e che può rappresentare una vera svolta verde per Lodi». Si tratta di uno spazio di oltre 61mila metri, che si estendono dal parcheggio dell'ospedale fino alla tangenziale: ad oggi, in quella zona ci sono un grande prato da cui spuntano alcuni alberi maestosi, un viale bellissimo che in primavera si tinge di rosa, un campo da rugby in disuso, ma non mancano anche alcune criticità, soprattutto sul fronte della manutenzione. «Il nostro intervento porterà ad importanti benefici dal punto di vista dei servizi ecosistemici, ovvero il miglioramento della qualità dell'aria, la mitigazione dell'isola di calore, la tutela della biodiversità, oltre a rendere l'Isolabella un luogo più piacevole e fruibile per i cittadini». Per ottenere questo obiettivo, una parte dell'area, pari a 11mila metri quadrati, sarà lasciata a prato, mentre i restanti 50mila metri diventeranno un vero e proprio bosco di alberi e piante autoctoni, come frassini, aceri, olmi, carpini, e ancora biancospini, noccioli, sambuchi, per un totale di seimila essenze. Saranno poi operati una manutenzione straordinaria del viale di meli da fiore, un'esame delle alberature presenti, e la sistemazione delle piante sul lungofiume, non autoctone e abbandonate a se stesse da sempre. Ma il vero orgoglio di Tarchini sta nel fatto che questo intervento sarà totalmente a costo zero per l'ente. «Il Comune non sborserà un centesimo dei circa 275mila euro totali necessari per l'opera - conferma l'assessore -. Tutto nasce con la costruzione della centrale Sorgenia a Turano nel 2010: all'epoca, era stato concordato con la Provincia che la società costruttrice, come opera di compensazione, avrebbe provveduto a piantare diversi ettari di boschi nei comuni limitrofi. Purtroppo, era rimasta lettera morta perché non era mai stata individuata l'area adeguata, così la Provincia ha deciso di estendere l'appello a tutti i Comuni del Lodigiano perché indicassero delle aree adatte. Noi abbiamo proposto la sistemazione delle due aree della Foresta di Pianura, per interventi di miglioramento forestale, e questa zona dell'Isolabella. Sorgenia si occuperà quindi di tutta l'opera di sistemazione, ma non solo: come sappiamo, gli alberi hanno bisogno di manutenzione, pertanto il privato si occuperà anche della manutenzione a proprie spese per dieci anni». Questa foresta, infatti, ci metterà ovviamente molto tempo per crescere, ma il primo passo si compirà nell'arco di pochi mesi: «Abbiamo approvato lo studio di fattibilità - informa l'assessore -, a breve approveremo i progetti definitivo ed esecutivo, in estate arriverà il parere del Parco Adda Sud, quindi l'affidamento dei lavori, che secondo le nostre stime dovrebbero cominciare in ottobre e finire entro l'anno». Rimangono tuttavia due buchi a margine di questo ambizioso progetto: da un lato, il grande campo di colza di proprietà privata che sorge al limite del futuro parco, e che, come ammette Tarchini lasciando intendere qualche futura speranza, «sarebbe il naturale completamento di questo intervento». E poi i ruderi del bar del Paesaggio, costruito dal Comune nel 2014 e mai aperto, che rimane abbandonato nel verde come una vecchia cicatrice.



Fonte: Il cittadino di Lodi

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