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Via Francisca, si lavora per l'angolo del pellegrino

È in programma una collaborazione con le numerose parrocchie situate lungo il cammino, per sottolineare il significato spirituale di questo itinerario di fede che porta da Costanza a Pavia, dove si congiunge con la via Francigena

(29 Aprile 2021) - Con la Lombardia in zona gialla, si può tornare nuovamente a percorrere i 135 chilometri della Via Francisca del Lucomagno, che da nord a sud collegano Lavena Ponte Tresa (Varese) al confine Svizzero e alla città di Pavia. A piedi o in bici, cultura, natura e spiritualità si incontrano, permettendo ai camminatori di scoprire parchi, siti Unesco, laghi e città d'arte; situazione perfetta per organizzare una gita con tutta la famiglia o per programmare un viaggio di più giorni, per i più allenati, coniugando bellezza e turismo low cost. Con la novità di un importante allargamento della convenzione con Trenord, che applica uno sconto del 10% ai possessori di credenziali, lungo tutta la tratta Varese-Pavia. Dunque si riparte. E sono decine le richieste di credenziali per la Via Francisca del Lucomagno, che arrivano da ogni parte d'Italia e persino dall'Europa, dando un forte segnale per riprendere a camminare e conoscere i territori grazie al movimento lento. In realtà, già durante il difficile anno della pandemia, i Cammini italiani hanno visto un grande incremento di presenze; l'estate scorsa oltre 400 persone hanno scelto questo tipo di viaggio, scoprendo un nuovo modo di vivere i territori, attraversandoli a passo lento, vivendo destinazioni sorprendenti magari a pochi passi da casa. Così è stato anche per la via lombarda, che è diventata sempre più popolare. Frutto di un progetto di valorizzazione del territorio sviluppato da realtà ed enti locali, con la collaborazione di Regione Lombardia, delle province di Varese e Pavia e il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, la Via Francisca si è resa più "visibile" e accessibile grazie alla mappatura dell'intero tracciato, il posizionamento di oltre mille segnavia, la creazione di una rete di accoglienza con più di 600 posti letto, lo sviluppo di un'apposita app e la pubblicazione della Guida ufficiale. E ora si sta lavorando con le parrocchie per creare in ogni chiesa lungo il cammino «l'angolo del pellegrino», per sottolineare il significato spirituale e religioso di questo percorso, presente fin dall'antichità. Basta dunque scegliere il punto di partenza e il chilometraggio che si desidera affrontare. Il tratto, che prende avvio a Costanza in Germania e attraversa il passo del Lucomagno per valicare le Alpi, entra in Lombardia sul lago Ceresio. Proprio dal piccolo Comune di Lavena Ponte Tresa parte il percorso che in otto tappe giunge a Pavia e arriva alla tomba di sant'Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d'oro. Nell'antica capitale longobarda, la Via Francisca si unisce alla Via Francigena, offrendo la possibilità ai pellegrini di proseguire il viaggio sino a Roma, la Città eterna. Un'ideale linea verde che percorre la regione attraverso cinque parchi (Argentera, Campo dei Fiori, Medio Olona, Altomilanese e Valle del Ticino), permette ai pellegrini e ai turisti di immergersi in luoghi impregnati di grande fede come il Sacro Monte di Varese, sito Unesco, la badia di Ganna, il monastero di Cairate (in provincia di Varese), poi l'abbazia di Morimondo e infine la basilica pavese. Ma si incontrano anche testimonianze storiche di assoluto valore quali il monastero di Torba (altro sito Unesco del Varesotto) e borghi come Castiglione Olona, prima città ideale dell'Umanesimo. "Passaporto" fondamentale del camminatore è la "credenziale" dove mettere i timbri dei ristoranti, musei, luoghi visitati, e che dà accesso a sconti e convenzioni nelle strutture recettive. Una volta giunti a Pavia, poi, si potrà ricevere il "Testimonium", il certificato che attesta di aver percorso il cammino. Proprio come un vero pellegrino di un tempo.



Fonte: Avvenire, Milano

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