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LE REGOLE DELL' OSSERVAZIONE

COSA FARE E COSA NON FARE, DOVE ANDARE E COME GUARDARE GLI UCCELLI ? A MILANO CE NE SONO DI DUECENTO TIPI E ORA CHE ENTRIAMO NELLA STAGIONE RIPRODUTTIVA È PIÙ FACILE AVVISTARLI. OCCHI AL CIELO!

(15 Aprile 2021) - I malevoli diranno "hanno solo i piccioni". In realtà a Milano si possono osservare circa 200 specie di uccelli, molte nidificanti. Il mese scorso sono state avvistate addirittura due aquile reali. «Hanno capito che in città si sta un po' meglio che fuori», spiega Elia Mele, delegato Lipu di Milano. «Le campagne si fanno meno ospitali a causa delle pratiche umane. In città c'è cibo, meno predatori e durante l'inverno due o tre gradi in più». Non serve quindi andare lontano per fare del buon birdwatching. Sarà anche per questo che i settanta posti del corso online organizzato dalle sezioni lombarde della Lipu sono andati esauriti in meno di una settimana. Il luogo migliore a Milano per il birdwatching? «Dipende cosa si vuole vedere. Durante il lockdown lo abbiamo fatto anche dalla finestra di casa. Nei parchi di cintura si possono fare buoni avvistamenti, non solo da principianti. Al Lambro è stato censito il picchio nero, negli ambienti umidi del parco delle Cave ci sono sia i più comuni aironi sia i tarabusini e il martin pescatore. Al Parco Nord i rapaci notturni. Poi i parchi della Vettabbia, Cassinis, Forlanini». In centro? «Ai Giardini Montanelli si trova di tutto se si aguzza la vista. Qualche anno fa è stato fotografato un ciuffolotto. Lo stesso al Sempione e in tutti i grandi parchi alberati, meglio se con acqua. Al quartiere Santa Giulia il cavaliere d'Italia. Allo stadio di San Siro i rondoni maggiori, al Castello Sforzesco il rondone pallido e comune». Il periodo ideale? «Gli uccelli sono maggiormente vociferi durante la stagione riproduttiva, che di solito è la primavera, per cui è più facile sentirli e vederli. Durante la migrazione si possono vedere specie a cui di solito non siamo abituati, per esempio le beccacce e le gru». L'orario ideale? «Mediamente dalle prime luci dell'alba fino a metà mattina, perché trascorsa la notte hanno bisogno di muoversi per cercare cibo. A meno che cerchi l'allocco, allora bisogna andare di notte». Le regole base? «Vestiti che si mimetizzino con l'ambiente, non fare rumore, muoversi lentamente, se ci sono usare schermature come capanni o postazioni di avvistamento». Cosa non può mancare? «Calma e pazienza: il birdwatching non è solo un'attività di ricerca degli animali ma un tempo di riflessiva interiore». L'attrezzatura? «Un buon binocolo (10X40 o il più basico 8X32, ce ne sono di buoni a qualche centinaio di euro), una guida illustrata, se si vuole la macchina fotografica». Un buon birdwatcher fotografa? «Ci sono due scuole di pensiero. Fotografando credo si perdano molte sfumature, chi non fotografa però si porta a casa solo i suoi ricordi. Di certo non si può usare la macchina fotografica più del binocolo. Birdwatching non significa trovare gli uccelli ma osservare anche tutto quello che c'è attorno, la loro interazione con gli altri, il loro modo di muoversi». Che guida portare con sé? «La Bibbia del birdwatcher è "lo Svensson": Guida degli uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente. Ma ce ne sono molte: meglio se illustrate perché le fotografie non colgono mai colori e dettagli con la stessa precisione». E per distinguere i canti? «Online c'è tutto. Anche molte applicazioni scaricabili, per esempio BirdID, che dai canti individuano la specie». Cosa non bisogna fare? «Non disturbare gli animali, soprattutto se stanno nidificando. Non provocare mai volutamente l'involo di un uccello. Non attirarli con il cibo (solo in inverno, in certi casi, si può fare: con semi e frutta fresca e secca). Rispettare le leggi, della natura e non solo»



Fonte: la Repubblica - TuttoMilano

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