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Alla scoperta dei boschi di castagno

Parco e Consorzio al lavoro per rilanciare le selve dopo la " strage "

(15 Aprile 2021) - La tormenta di vento dell ' autunno scorso ha fatto strage di alberi al loro interno. Parco Campo dei Fiori e Consorzio Castanicoltori ne rilanciano ora la funzione turistica, oltre che economica. Parliamo delle selve castanili, oggetto nelle ultime settimane di interventi fitosanitari e di pulizia del sottobosco, ma anche di interventi didattici che hanno l ' obiettivo di rendere più piacevoli le passeggiate quando finiranno le restrizioni da Covid-19. Ecco comparire allo scopo, qua e là, diversi pannelli informativi su flora e fauna che caratterizzano i boschi a castagno, per secoli vera e propria risorsa economica e alimentare delle popolazioni prealpine. Pannelli di grande formato e a colori, ricchi di disegni, sui quali si spiega fra l ' altro: «Diffuso dagli antichi Romani, fin da allora il castagno veniva coltivato in selve che hanno rappresentato un ' importante risorsa di cibo per le popolazioni locali fino al secondo dopoguerra. Il loro abbandono rappresenta un danno per la biodiversità del bosco». Anche come conseguenza delle limitazioni agli spostamenti, non è così difficile scorgere cervi, caprioli e cinghiali (questi ultimi, per la verità, fonte di gravi preoccupazioni soprattutto per gli agricoltori con le loro piantagioni), tassi, rane e rospi - le Guardie ecologiche volontarie hanno predisposto per loro, lungo le strade provinciali, diverse barriere di contenimento che ne evitano lo schiacciamento sotto le auto e ne favoriscono lo spostamento verso le zone umide di riproduzione. Ma non mancano cincie, picchi muratori e picchi neri, allocchi e nottole. Un ' autentica ricchezza che è giusto conoscere e proteggere insieme con queste vere e proprie oasi naturali. «Le piante coltivate nella selva, tenute distanti tra loro per aumentare la produzione, creano un ambiente aperto frequentato da specie animali tipiche sia del prato, sia dei boschi radi», oltre che costituire una barriera naturale contro il propagarsi di incendi. L ' iniziativa ha trovato il sostegno, fra gli altri, di Provincia, Comune di Varese, Comunità montana Valli del Verbano, Università dell ' Insubria, Fondazione Cariplo e Legambiente.



Fonte: La Prealpina, Nazionale

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