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La Lomellina rivuole marcite e garzaie Un piano (e i finanziamenti) per rilanciarle

(12 Marzo 2019) - Presentato Aretè, il progetto di Parco del Ticino, Legambiente e Fondazione Cariplo. «Più acqua e biodiversità» Riqualificati gli ambienti di Cozzo Rosasco, Zeme e Castelnovetto

L'acqua sarà "messa in rete" grazie ad "Aretè", sostegno alla biodiversità, all'agricoltura e al paesaggio. Il progetto guidato dal Parco lombardo Valle del Ticino e cofinanziato da Fondazione Cariplo, prevede una generale ottimizzazione della circolazione dell'acqua che permetterà un incremento diffuso della biodiversità e un migliore approvvigionamento da parte delle realtà agricole. L'iniziativa, che è stata presentata da Legambiente alla fiera Milano City, si concentra sulla valorizzazione dei benefìci offerti dall'acqua negli ambienti rurali tra Piemonte e Lombardia. In particolare, gli interventi saranno localizzati nella Zona di protezione speciale "Risaie della Lomellina", in cui si trovano quattro Siti di importanza comunitaria: Garzaia di Celpenchio, Garzaia della Verminesca, Palude Loja e Garzaia di Sant'Alessandro, fra Cozzo, Rosasco, Zeme e Castelnovetto. «Sono parte di antico complesso di paleomeandri - ha spiegato Legambiente - che fanno capo a un unico sistema fluviale, oggi sostituito dal reticolo formato delle rogge Rajna, Guida e Busca lungo il quale si allineano numerosi biotopi palustri e forestali. Gli interventi saranno declinati secondo le caratteristiche del territorio: saranno create o recuperate aree umide e incrementate le superfici gestite a marcita o prato allagato, si promuoverà la realizzazione di prati fioriti e tessere agroambientali (piccole macchie prative e arbustive) e si interverrà per riqualificare ampie superfici boscate». L'acqua è l'asse portante del progetto, in quanto risorsa primaria che sostiene la biodiversità e che crea ambienti caratteristici come aree umide, fontanili, marcite e boschi, oltre a ricoprire il ruolo di "rete stradale" per molte specie selvatiche. Il progetto Aretè è stato pensato per fermare la perdita di habitat e valorizzare i benefici offerti dall'acqua negli ambienti rurali tra Piemonte e Lombardia, con una riqualificazione ecologica su un'area che ha come fulcro la Valle del Ticino, ma che si estende verso ovest fino alle colline novaresi e scende verso la Lomellina, mentre a est raggiunge l'Alto Milanese. «Il lato innovativo di Aretè è la quantificazione dei servizi ecosistemici derivanti dagli interventi, cioè quei benefìci che gli ecosistemi naturali apportano al genere umano come la depurazione dell'acqua o l'impollinazione - spiega Gian Pietro Beltrami, presidente del Parco del Ticino - Durante il progetto saranno organizzate anche attività di disseminazione rivolte alle comunità locali e alle realtà attive sul territorio, come aziende agricole, associazioni, Comuni, scuole, gruppi ecologici, con il duplice obiettivo di illustrare i vantaggi legati a una buona gestione delle risorse naturali e di creare una forte sinergia per garantire un presidio continuo degli interventi realizzati». Coinvolta anche la Provincia di Pavia. «Abbiamo aderito al progetto con l'obiettivo di conservare la biodiversità in aree dove negli anni alcuni habitat sono andati scomparendo o comunque hanno notevolmente contratto il loro areale distributivo», commenta il presidente Vittorio Poma. Al progetto collaborano, fra gli altri, i consorzi irrigui di bonifica Est Sesia ed Est Ticino Villoresi, e l'Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del lago Maggiore. - Umberto De Agostino



Fonte: La Provincia Pavese, Nazionale

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