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I rifugi climatici per gli uccelli alpini

(22 Giugno 2022) - Focus sui cambiamenti climatici e sulle strategie da mettere in atto per salvaguardare le specie faunistiche più a rischio. Protagonisti di un recente studio internazionale, condotto dal Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell'Università Statale di Milano e pubblicato su Global Change Biology, sono la pernice bianca, lo spioncello, il sordone e il fringuello alpino, quattro specie di uccelli associate agli ambienti alpini e ai climi freddi oggi a rischio estinzione proprio a causa dei cambiamenti climatici.


La ricerca, utilizzando modelli di distribuzione realizzati sulla base di migliaia di dati raccolti grazie alla citizen science e relativi alla presenza di queste specie su tutto l'arco alpino, li ha "proiettati" su diversi scenari attuali e futuri, valutando le probabili variazioni nell'areale delle diverse specie.

Ne è emerso che da oggi al periodo 2041-2070 tutte e quattro le specie andranno incontro a una modifica della loro distribuzione sulle Alpi, con un innalzamento della quota media fino a 400 metri e una contrazione della superficie di aree idonee compresa tra il 17% e il 59%. Tuttavia si è visto anche che circa 15.000 kmq di territorio alpino idonei per queste specie nelle condizioni attuali lo rimarranno anche in futuro, a prescindere dal modello climatico considerato.

Si tratta dei cosiddetti "rifugi climatici", cioè di quelle aree che sono in grado di mantenere le proprie caratteristiche fondamentali nonostante il cambiamento climatico, consentendo così la persistenza di organismi o risorse importanti da un punto di vista ecologico, fisico o socioculturale. Il 44% di tali aree è attualmente protetto, ma anche il restante 56%, come sottolinea Mattia Brambilla, coordinatore dello studio, dovrebbe essere tenuto in debita considerazione: «Queste aree devono essere salvaguardate, evitando alterazioni importanti causate dalle attività umane e degrado degli habitat. La loro conservazione assume un significato ancora più rilevante se pensiamo che le Alpi, grazie alla loro estensione ed elevazione, rappresentano di fatto la sola catena montuosa in Europa in grado di offrire una simile quantità di rifugi climatici per le specie minacciate dal riscaldamento globale».

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