BioBlitz 2016 – Parco Lura

Nelle giornate del 21 e 22 maggio 2016 si è svolto il Bioblitz, l’evento di educazione naturalistica e scientifica che consiste nel ricercare, individuare e possibilmente classificare, in un determinato ambiente, le sue forme di vita.
L’evento, presentato da AREA Parchi e Regione Lombardia, in collaborazione con il Parco Oglio Sud, ha visto coinvolte diverse aree protette lombarde tra cui anche il PLIS Lura, supportato dalla cooperativa sociale Koinè.
Molteplici gli obiettivi del progetto:
– avvicinare il pubblico ai monitoraggi come strumenti per conoscere e tutelare la biodiversità;


– aumentare la conoscenza naturalistica del sito dove viene svolto il Bioblitz;
– promuovere la citizen science come reale contributo alla conoscenza;
– migliorare la collaborazione fra le aree protette lombarde;
– avere un’occasione per mettere a contatto specialisti e pubblico;
– vedere con altri occhi la stessa area, scoprendo che, cercando bene, sono presenti molte più forme di vita di quelle che un normale visitatore vede.

L’evento è stato promosso alla cittadinanza anche grazie al supporto di AREA Parchi attraverso la diffusione nei Comuni del Parco di manifesti e locandine in formato cartaceo e digitale utilizzando i siti istituzionali e le pagine Facebook degli Enti organizzatori nonchè il servizio newsletter del Parco del Lura. L’iniziativa ha visto la partecipazione complessiva di un’ottantina di persone.

Tutti i cittadini interessati, durante le loro esplorazioni, sono stati accompagnati da esperti naturalisti (Lorenzo Laddaga, Andrea Viganò, Shirley Ballabio, Zeno Codispoti) nella zona interessata dal progetto delle aree golenali, compresa tra i Comuni di Bregnano e Lomazzo, con partenza dal Centro per la Biodiversità a Lomazzo.
La scelta dell’area di studio non è stata casuale: il Centro per la Biodiversità, nato per valorizzare e conservare le diverse forme di vita vegetali e animali, è strettamente associato alla tematica dell’evento; l’area golenale, interessata dai lavori di scavo, si presta ad una verifica delle specie presenti sul territorio per un confronto tra i monitoraggi ante operam, in operam e post operam, incrementando così i dati già raccolti e corredando il quadro generale del progetto.
Per tale motivo, nella giornata di domenica, è stata svolta anche una visita al cantiere delle aree di laminazione guidata dall’ingegnere Giovanni Battista Peduzzi e dall’Istituto ENEA – Centro ricerche Saluggia, alla quale hanno presenziato anche il Presidente del Consorzio Giuseppe Cairoli, il direttore Consorzio Francesco Occhiuto, il vicesindaco del Comune di Lomazzo Alberto Monti e l’assessore all’Ambiente del Comune di Bregnano Edoardo Mastice.

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Durante le attività di tipo naturalistico e scientifico sono state indagate le seguenti categorie: insetti, piante, anfibi, uccelli, rettili e macroinvertebrati.

 

MONITORAGGIO D’INSETTI ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE DI DIVERSE TECNICHE DI CATTURA (sabato 22/05, ore 14.00 – 16.00)

Gli insetti sono tra le classi più numerose di esseri viventi presenti sulla Terra e colonizzano quindi diverse tipologie di ambienti: sottosuolo, prati, boschi, zone umide, ecc. Per tale motivo, per ricercarne la presenza, si adottano diverse metodologie. Quelle prese in considerazione nel primo pomeriggio di sabato vengono riportate qui di seguito.
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Retino entomologico: adatto per insetti buoni volatori come farfalle, libellule, api. Possono essere utilizzati anche per lo sfalcio dei prati.

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Trappole a caduta: per insetti e aracnidi che si muovono attivamente sul terreno, come formiche, alcuni coleotteri o ragni. Consistono in un buco scavato nel terreno nel quale viene collocato un barattolo, con o senza attrattivo. Nel nostro caso, senza.

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Trappole innescate con attrattivi alimentari: utilizzando bottiglie contenenti cotone imbevuto con soluzione dolciastra (acqua e miele, birra, ecc.), servono per catturare le specie volatrici che frequentano spesso le chiome degli alberi ricche di fiori (come api, vespe, mosche) e per tale motivo vengono collocate sui rami degli stessi.

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Ombrelli entomologici: per gli insetti che si posano spesso sui cespugli, scuotendo i quali si lasciano cadere su un telo bianco dove vengono successivamente catturati con apposite boccette modificate, corredate di speciali cannucce per il risucchio e intrappolamento degli individui.

Attuando queste 4 metodologie sono state trovate circa 35 specie tra insetti e aracnidi.

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CHE PIANTA E’? Ricerca e classificazione dei vegetali (sabato 22/05, ore 16.00 – 18.00)

Le piante sono tra gli esseri viventi più facili da osservare per la loro sedentarietà. Per questo motivo, ai partecipanti sono state fornite schede e manuali con chiavi dicotomiche per sperimentarsi nella classificazione e determinazione delle stesse, prendendosi tutto il tempo necessario. A questa attività hanno partecipato anche una trentina di bimbi del piedibus di Lomazzo che han colto l’occasione per unire il piacere di una gita nei boschi all’utilità della scoperta e conoscenza di una parte del loro territorio, trasformandosi così in piccoli esploratori, osservatori e botanici. La metodologia utilizzata è stata quella del transetto che ha rivelato la presenza sia di specie autoctone, sia di specie alloctone per un totale di 42 specie analizzate.

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 I SUONI DELLA NOTTE TRA ANFIBI E RAPACI NOTTURNI (sabato 22/05, ore 20.30 – 23.00)

I signori della notte sono animali solitamente elusivi. Per questo, per verificare la loro presenza, occorre basarsi sul silenzio e sull’ascolto. In questo modo è stato possibile sentire il canto delle raganelle ed imbattersi in una rana verde.
Per quanto riguarda i rapaci notturni, invece, è stata sperimentata la tecnica del play-back, ovvero il lancio dei richiami specifici attraverso l’uso di una radiolina portatile, restando poi in attesa di un’eventuale risposta. Nessun rapace ha fatto sentire la sua voce ma i partecipanti han comunque vissuto un momento di stupore e contentezza perché il bosco si è animato di lucciole che han donato un tocco di magia all’atmosfera, facendo rivivere ricordi legati all’infanzia (in molti hanno affermato di non vederle più da parecchi anni).

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PASSEGGIATA ORNITOLOGICA (domenica 23/05, ore 6.30 – 8.30)

Tra i vertebrati terrestri gli uccelli sono la classe che comprende il maggior numero di specie. Nonostante ciò non è sempre facile notarli e la vista non è il principale strumento a cui affidarsi per il riconoscimento delle specie. Il monitoraggio è quindi basato essenzialmente sull’ascolto dei loro canti e il momento ideale della giornata per effettuarlo è la mattina presto.
Accompagnati dal professor Viganò, percorrendo il tratto di percorso che dal Centro per la Biodiversità conduce a Bissago, i partecipanti hanno potuto sentire il canto di 23 specie diverse appartenenti all’avifauna del Parco. Tra questi, è stato riconosciuto il canto di un fugace martin pescatore ed è stata osservata una coppia di sparvieri in parata che fa ipotizzare una loro possibile nidificazione nei paraggi.

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ALLA SCOPERTA DEI RETTILI DEL PARCO (domenica 23/05, ore 8.30 – 10.30)

Se gli uccelli non sono facili da vedere ma ci son buone probabilità di sentirli, i rettili sono difficili da vedere e non emettono suoni. Per monitorare la loro presenza, occorre quindi conoscere bene la loro biologia e andare a ricercarli negli habitat che frequentano, prestando molta attenzione ad ogni singolo fruscio prodotto per poter poi effettuarne la cattura. Quest’ultima vede l’utilizzo di 2 tecniche specializzate: un bastone in metallo con l’estremità terminale a forma di “7” (per i serpenti) e una canna da pesca nella quale un piccolo cappio in filo di nylon sostituisce il classico amo (per i lacertidi).
Nel Parco, l’erpetologo Laddaga è riuscito a scorgere un biacco e delle lucertole muraiole dando la possibilità ai partecipanti di osservare le due specie da vicino e di toccarle. Ha inoltre rivelato al pubblico quali potrebbero essere le tracce che questi animali lasciano mostrando muta (ecdisi) e uova di serpenti autoctoni che aveva portato con sé.

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 MACROINVERTEBRATI D’ACQUA DOLCE (domenica 23/05, ore 10.30 – 12.30)

I macroinvertebrati sono invertebrati con dimensioni maggiori di 1 mm e quindi visibili a occhio nudo. Sono rappresentati principalmente da insetti che conducono almeno una parte della loro vita in acqua (di solito lo stadio larvale). Vengono spesso studiati per determinare la qualità di una zona umida poiché tra essi si distinguono specie particolarmente sensibili all’inquinamento da specie che riescono a vivere bene anche in acque di qualità scarsa o addirittura pessima. I monitoraggi vengono effettuati sia con l’ausilio di retini, sia voltando sassi di medie dimensioni e osservando se vi è attaccato qualcosa al di sotto di essi.
La prima metodologia è stata adottata nelle vasche per anfibi collocate al Centro per la Biodiversità, la seconda lungo il corso del torrente Lura. È stata rilevata così la presenza di coleotteri acquatici, gasteropodi e larve di libellula nel primo caso, e di sanguisughe e tipule (ditteri) nel secondo. Nel torrente, inoltre, son stati pescati un girino di rospo comune e un avannotto di vairone. Presenti nei pressi di queste zone umide son stati monitorati anche altri insetti strettamente legati ad esse quali libellule adulte, zanzare e gerridi.

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Tutti i dati raccolti in queste due giornate sono stati inseriti sulla piattaforma informatica www.inaturalist.org sui progetti “Bioblitz Lombardia 2016”, “Regione Lombardia” e “Parco Lura”.

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